DECIMO ANNIVERSARIO

 

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CENNI STORICI

Il Parco, che si estende tra la S.S. 106 e la S.S. 384, conserva nel sottosuolo i resti della città greca Skylletion e della romana Scolacium. Intorno al II sec. A.C. i Romani fondarono, sul sito della città greca decaduta, la Colonia Minerva Scolacium. Il parco comprende: il Foro, il Teatro, la Basilica di S. Maria della Roccella (di epoca medioevale, una necropoli bizantina, statue di togato acefale e numerosi reperti archeologici.

 

IL RESTAURO

Il restauro conservativo, da noi effettuato per la Soprintendenza Archeologica della Calabria e per la Soprintendenza per i Beni A.A.A.S. della Calabria, ha interessato gli edifici del Foro, il Teatro Romano, le Statue Acefale e capitelli e altri reperti marmorei.

 

IL FORO

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Il Foro è la piazza principale della colonia , dove si affacciavano i maggiori edifici di culto e dove si svolgevano le attività culturali, commerciali e giuridiche.

Il restauro ha interessato i resti del Capitolium (massimo monumento religioso), della Curia, del Decumanus Maximus (la strada di maggiore importanza), della Basilica, di un mosaico pavimentale, del Caesareum, di un Sacello e di un portico che circondava tutta la Piazza pavimentata con grandi mattoni in cotto.

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Decumanus Maximus infestato dalla vegetazione

Decumanus Maximus dopo la disinfestazione: particolare delle lastre di granito con iscrizioni in lettere bronzee di cui è stato fatto un calco

Caesareum prima degli interventi di restauro

Caesareum dopo gli interventi di restauro

Mosaico pavimentale prima degli interventi di pulitura

Mosaico pavimentale dopo gli interventi di pulitura selettiva a bisturi dei conglomerati terra-calcare e con stuccature delle lacune.

Sacello:pulitura con aspiratori, trattamento biocida, stuccature e microstuccature con malta idonea per cromia e granulometria alla malta di allettame

Sacello:pulitura con aspiratori, trattamento biocida, stuccature e microstuccature con malta idonea per cromia e granulometria alla malta di allettame

 

IL TEATRO

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Il Teatro conserva gran parte dell’ima, media e summa cavea, cioè delle gradinate, della scena, dell’orchestra,delle murature di contenimento e delle fondamenta.

Il Teatro fu realizzato nel I e nel II sec. d.C., in due fasi, con blocchi di pietra calcarea locale sfruttando la pendenza e la curvatura di una collinetta argillosa.

Il restauro strutturale e conservativo ha interessato l’intero complesso del teatro, ha arginato e frenato il crollo di alcune murature.

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Veduta della scena e di parte dell’orchestra durante il trattamento con biocida per la rimozione di muschi, alghe e licheni

Veduta della cavea prima delle operazioni di restauro.

Summa cavea: ripristino delle sottofondazioni e risarcimento dei cubilias

Summa cavea: ripristino delle sottofondazioni e risarcimento dei cubilias

Crollo di un tratto di muro in laterizio

Fase di lavorazione per il risarcimento del crollo del muro

Muro a restauro ultimato risarcito con stuccature di finitura tra i mattoni e stuccature di profondità sulla cresta della muratura

Cavea: rimozione, pulitura e riallettamento a secco di quattro gradoni della cavea per il recupero di un frammento di marmo con iscrizione.

Cavea: rimozione, pulitura e riallettamento a secco di quattro gradoni della cavea per il recupero di un frammento di marmo con iscrizione.

Cavea: rimozione, pulitura e riallettamento a secco di quattro gradoni della cavea per il recupero di un frammento di marmo con iscrizione.

 

 

STATUE ACEFALE

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Durante la lunga campagna di scavo, iniziata nella seconda metà degli anni sessanta, sono state rinvenute, sia nell’area del Foro che in quella del Teatro, numerose statue.

Il restauro ha interessato sei statue di togato e una di donna tutte acefale del I sec. a.C., del I sec. d.C. e del II sec. d.C. Lo studio dello stato di conservazione ha evidenziato diffusi depositi incoerenti, depositi coerenti di terriccio, sedimenti calcarei, dilavamenti, patina biologica, erosioni, scalfiture e corrosione degli elementi metallici. Tutto ciò riconducibile alle caratteristiche del sito di provenienza, un terreno agricolo, e ad una lunga esposizione agli agenti atmosferici in quanto collocate in un cortile privo di copertura.

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Particolare di una statua di togato del I sec. a.C. con attacchi biologici prima delle operazioni di restauro

Particolare di una statua di togato del I sec. a.C. con attacchi biologici dopo le operazioni di restauro

Parte posteriore della statua di togato denominato Decio (I sec. d.C.) prima del restauro

Parte posteriore della statua di togato denominato Decio (I sec. d.C.) dopo il restauro

Statua di togato denominato Genio di Augusto (prima metà I sec. d.C.) prima del restauro

Statua di togato denominato Genio di Augusto (prima metà I sec. d.C.) dopo il restauro

Il complesso delle statue dopo il restauro e prima della loro musealizzazione

 

 

CAPITELLI E ALTRI REPERTI MARMOREI

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Durante le operazioni di scavo sono stati molteplici i ritrovamenti sia nell’area del Foro che in quella del Teatro di reperti marmorei quali capitelli di lesena, capitelli di colonna, colonne, basamenti, busti e frammenti di iscrizioni.

Gli interventi di restauro sono stati di tipo conservativo, mirati alla conservazione della patina che solo il tempo e il lungo giacere nel terreno può dare al marmo.

Blande operazioni di pulitura con acqua atomizzata, ablatore ad ultrasuoni, microtrapani, bisturi ed impacchi, sono state effettuate consentendo l’eliminazione, la rimozione o l’abbassamento di conglomerati terrosi e calcarei.

 

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Capitello di lesena a sofà prima del restauro

Operazioni di restauro: consolidamento, pulitura con ablatore, pulitura con acqua.

capitello di lesena composito prima del restauro

Operazioni di restauro: consolidamento, pulitura con ablatore, pulitura con acqua.

Capitello di lesena dopo il restauro

Colonna scanalata prima del restauro

Colonna scanalata dopo il restauro

Basamento di colonna durante il restauro