San Giorgio al Velabro è una chiesa che sorge a Roma nella piazzetta della Cloaca Massima luogo in cui la leggenda narra il ritrovamento dei gemelli Romolo e Remo da parte della lupa, nei pressi dell'arco di Giano Bifronte. Le origini di questa chiesa antichissima non sono ben note, ma pare che debbano risalire al secolo VI, anche se alcune fonti datino la sua costruzione ancor più anteriormente. In quel secolo, però, San Gregorio Magno la innalzò a diaconia cardinalizia. Nel secolo successivo Leone II la restaurò e vi unì il culto di San Sebastiano. Ricaduta in rovina, Gregorio IV la restaurò dalle fondamenta, aggiunse il portico e la fece decorare di mosaici oggi scomparsi. Nel 1295 papa Bonifacio VIII ne fece titolare il cardinale Giacomo Stefaneschi che invitò Giotto a dipingerne l'abside e l'adornò di nuove decorazioni. Nel 1705 il cardinale Imperiali fece rifare il soffitto. Finalmente nel 1819 Pio VII concesse la chiesa alla Pia Unione del Fanciulli, governata da monsignor Satolli, che trovando la chiesa molto malandata, la restaurò, conservandole la forma primitiva.
Nella notte tra il 27 e il 28 luglio 1993, alle ore 00.08, la chiesa fu oggetto di un attentato, un'esplosione dovuta ad un'auto bomba parcheggiata nei pressi della facciata, carica di circa 100 kg di esplosivo, che ha causato il crollo quasi totale del portico stante la chiesa. L'esplosione ha provocato inoltre l'apertura di una larga breccia sul prospetto principale e sul portone ligneo, nonché dissesti statici alle strutture murarie della chiesa e all'annesso convento dei Padri Crocigeri.












