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CENNI STORICI Il Museo Barracco ospita una collezione di sculture antiche, che annovera opere di arte egizia, assira, sumera, cipriota, etrusca, greca, romana, che fu donata dal collezionista “illuminato” Giovanni Barracco al Comune di Roma nel 1902. Dal 1948 la raccolta è ospitata in un palazzo cinquecentesco, la cosiddetta Farnesina ai Baullari. Il palazzetto, che la critica del Novecento riferisce ad Antonio da Sangallo il Giovane con interventi di Baldassarre Peruzzi, è stato sottoposto ad un restauro architettonico promosso dal Comune di Roma conclusosi recentemente: riaprono così al pubblico le sale del museo, che offrono un panorama della scultura prodotta da quelle antiche civiltà che si svilupparono lungo il bacino del Mediterraneo.
IL RESTAURO Il restauro eseguito dalla Guido Vitali e Figli S.n.c. è stato articolato in due fasi. La prima fase nel 2001/2002 è consistita in un restauro conservativo e strutturale che ha interessato i prospetti esterni. La seconda fase nel 2006 è consistita in un restauro conservativo dei soffitti a volta del 1906.
RESTAURO CONSERVATIVO E STRUTTURALE DEI PROSPETTI ESTERNI 2001/2002 La particolarità di questo restauro, eseguito tra il 2001 e il 2002, consiste nell’ aver operato su un’ architettura composta da una parte originale cinquecentesca e da una sua ripresa di stile all’ inizio del Novecento. Il lavoro ha interessato il restauro architettonico dei prospetti e restauro pittorico delle volte a tempera decorate a grottesche
Questo restauro è stato articolato in diverse fasi:
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RESTAURO CONSERVATIVO DELLE VOLTE DEL SOFFITTO INTERNO 2006 Nel 2006 viene eseguito un restauro conservativo dei soffitti a volta (1906) del secondo piano del museo collocati in una loggia interna decorata a tempera e suddivisa in undici voltine a padiglione, decorate con grottesche, figure mitologiche, lupe e aquile. Tali decorazioni, siglate SPQR e datate 1906, furono commissionate ed eseguite dopo l’acquisizione del palazzo da parte del Comune di Roma.
Da una prima analisi visiva si nota, nei pigmenti, la tendenza allo spolvero e, di conseguenza, alla caduta. Le decorazioni sono poste su basi di tre colori: gialla, rossa e beige. I pigmenti gialli e rossi risultano più delicati e gli elementi decorativi dipinti su queste due basi sono gravemente distaccati dal supporto e in alcuni casi si è persa la totalità della decorazione. L’analisi microstratigrafica degli intonaci e della successione delle finiture ci illustra la composizione dell’ intonaco.
Tre delle undici voltine risultano estremamente deteriorate, a causa di infiltrazioni avvenute prima del rifacimento del tetto. In corrispondenza dell’angolo delle finestre una grossa lesione percorre diagonalmente la volta centrale, da dove parte il grave deterioramento delle tre volte. Si sono verificate su gran parte della superficie, gravi distacchi dell’intonaco, cadute di colore, distacchi della preparazione, distacchi della pellicola pittorica, alterazioni cromatiche, ridipinture anch’esse alterate appartenenti probabilmente ad un pronto intervento. Distacchi dell’intonaco dall’arriccio e della pellicola pittorica dalla preparazione, si trovano sparsi un po’ ovunque in forme più o meno lievi. Infine uno strato di depositi superficiali dovuto a polveri e smog, vela l’intera superficie pittorica.
Prima del restauro abbiamo provveduto all’ aspirazione delle polveri dai cornicioni, alla pulitura dei depositi superficiali incoerenti con pennelli morbidi, e allo studio dei pigmenti meno resistenti. Poi abbiamo cominciato con una delicatissima pulitura.
Dopo ciò si prosegue con Consolidamenti di profondità, ovvero dell’intonaco.
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